Magnolia Bakery

Si può andare a New York e non provare i cupcake più famosi del mondo, quelli diventati un cult grazie a 5 minuti di Sex & the city? No, ovviamente! Sono passati anni da quella puntata, ma il fenomeno Magnolia Bakery è ancora fortissimo, tanto che alla prima sede storica di Bleecker Street si sono ben presto aggiunti altri punti vendita sia a New York che nel mondo, tutti arredati con colori chiari e dotati di laboratorio a vista, vetrina ipnotica davanti a cui sbavare e una fornita sezione gadget.

Magnolia Bakery

Ma come sono questi benedetti cupcake per cui la gente si mette in fila nelle ore di punta e poi porta via visto che non c’è quasi mai posto a sedere? Il mio personalissimo giudizio tecnico sui cupcake di Magnolia Bakery è che sono come “Spinaceto, pensavo peggio”… Sì perché – lo confesso – per me i cupcake, come i macaron, sono molto più belli da vedere che da mangiare visto che il mio palato deve essere davvero “molto italiano, troppo italiano” per apprezzare pienamente tonnellate di zucchero e crema al burro.

E invece… invece i cupcake di Magnolia Bakery hanno una glassa decisamente meno stucchevole di quanto non ci si aspetti e una base sofficissima che si scioglie in bocca. I gusti tra cui scegliere sono moltissimi: dai classici Vaniglia e Cioccolato, ai goduriosi Red Velvet e Devil’s Food, passando per quelli senza farina dedicati agli intolleranti o per le specialità del giorno che variano di mese in mese. I prezzi? Accessibili: da 3.25 a 4 dollari, quanto basta per togliersi uno sfizio assaggiando uno o 2 – vi sfido mangiarne di più – di questi dolcetti leggendari.

E se i cupcake proprio non sono il vostro genere? Il menu è vario e vale comunque la pena di provare una mega fetta delle tante torte esposte in vetrina o farsi tentare da brownies, cookies, muffin o invitanti mini pie, ma… siete sicuri sicuri di non voler assaggiare neanche un cupcake?

 

vpervalentina

Valentina Arnaldi, web editor con un sogno nel cassetto: il Cordon Bleu, una cosetta per gente di poche pretese. Nel frattempo, cucino cose e vedo posti.

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