Pavlova 2.0

“And in the end, the love you take is equal to the love you make”. Se è davvero così non so se mi basterà questa vita per ricompensare tutto l’amore di chi mi circonda. Questo è per me San Valentino, il mio onomastico da passare con le persone che amo festeggiando il filo che ci lega. Per il resto se c’è una cosa che ho imparato è che San Valentino logora chi non ce l’ha, anche se un sacco di gente sente il bisogno impellente di ribadire il contrario.  Chissà, forse un bel chissenefrega nei fatti oltre che negli status su Facebook pare brutto…

f2c49d486d7e11e38fdc120c7c565106_8In programma c’era una Red Velvet, ma perché attenersi ai programmi quando si può tranquillamente mandarli all’aria tornando a casa dal lavoro alle 20.30?

E allora Pavlova sia, ma una Pavlova 2.0 grazie a una piccooolissima scorciatoia: la verità è che quando si è davvero a corto di tempo basta assemblare una base di meringa comprata in pasticceria (monoporzione come quelle in foto fatte tempo fa o intera rotonda come quella di stasera?), panna montata con una punta di zucchero e una cascata di frutta fresca come fragole, ribes, more, lamponi, kiwi, ecc.

Una nuvoletta suntuosa e scenografica che unisce la punta acidula della frutta, la leggerezza della panna e la zuccherosità della meringa: questa è la Pavlova 2.0,  per concludere una cena come solo una Supercazzola specialist sa fare!

vpervalentina

Valentina Arnaldi, web editor con un sogno nel cassetto: il Cordon Bleu, una cosetta per gente di poche pretese. Nel frattempo, cucino cose e vedo posti.

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